Regata Storica 2015

Di Elena Almansi

6 Settembre 2015, si aprono le danze.

Sfila il corteo, l’emozione sale, i regatanti sono al cordino.

Partono i giovani. I pupparini si alzano sulle onde del bacino, spinti dal vento entrano in Canal Grande. Il tifo si comincia a sentire, primo il verde, il figlio d’arte di casa Vignotto, secondo il vincitore uscente, terzi i nostri. Si gira a Rialto, la regata sfila veloce, le posizioni inalterate. Alessio e Alessandro chiudono terzi, bandiera verde in onore della nostra società.

A questo punto approfondisco un po’ di più….ci sono le donne, ci sono io. 8 d’acqua…. No, mi confondo sempre, in Storica quella corsia è la numero 2, di fuori. Corrente leggermente a seconda, vento tre quarti in poppe, onde difficili. Si fanno prove di partenza, tutte sono un po’ in difficoltà con queste condizioni. All’1 c’è la Jane con la sua barca Arancione, anche lei esordisce in Storica oggi. Il vantaggio è dato a terra, quindi noi partiamo ultima e penultima da allineamento, ma non importa. Mi attacco al cordino per ultima, sono stranamente calma, calmissima. Siamo pronte, il giudice di partenza spara, le mascarete partono. Ci eravamo ripromesse di non guardarci attorno prima dei 1000 metri, per non demoralizzarci visto che sotto partivano avanti a noi. Non resistiamo, ai 500 metri ci giriamo, sconvolte vediamo che siamo li con le prime. Passate le boe ci caliamo verso terra, dietro la Tosi e dietro la Schiavon. Ci sfiliamo dalla Angelica e dalla Zane e ci incolonniamo terze a sochetto del verde. Non ci pare vero. C’è gente che tifa per noi e per la nostra barca porcellino ovunque. All’Accademia crollo, dico alla Nardo di respirare perchè io sto piangendo. La giuria ogni tanto chiama qualcuno, ci pestano la poppe ma non so neanche chi… andiamo avanti. Sempre più tifo, le donne neroverdi in Serenissima ci accolgono con un boato. Facciamo a slalom tra gondolieri che sono abbastanza in mezzo, ma tocca a tutte quante, non solo a noi. Ci risparmiamo per attaccare il verde dopo il giro del palo. La giuria a san Marcuola avvisa che in caso di irregolarità al giro vi sarà squalifica immediata. Veniamo toccate dal bianco, mi si rompe il remo, perdiamo la scia del verde… Davanti a noi sembra che qualcuno stia brandendo un’arma, ci sono quattro vogatrici con la mano alzata. Il verde prende un richiamo, il viola già ne ha preso uno in bacino. La gara si conclude come tutti sanno, primo ill viola, poi il verde, poi noi. Caspita, NOI. Ci abbracciamo, andiamo a prenderci la bandiera, anche noi verde come i ragazzi. La Nardo è radiosa. Io non ho mai pianto così tanto. Mia sorella piange, mia mamma piange. Non facciamo a tempo a bere nemmeno una birretta che scopriamo che Tobia (figlio della Rossa) è in ospedale, avrebbe dovuto gareggiare con le maciarele ma si è spiaccicato un dito. Poi la Nardo lo recupererà verso sera. Adesso dobbiamo reffarci e riprendere un contegno, tifare per un altro rosa, quello della caorlina di jesolo.

Arrivano in girata di canale a 15 all’ora, sconquassano le barche legate dei tifosi. Marron primo, rosa secondo, poi bianco. Scopriamo che il rosa è stato superato al Giglio dal marron al campo, e sembra che non ci sia nulla da fare, in canale è praticamente impossibile superare. Invece no. Le caorline ci regalano uno sprint finale da urlo. Rosa al campo, parte la rimonta e la lotta per il primo che si decide per centimetri. Il rosa ha la meglio, per il terzo anno di fila. La Cannaregio si porta cosi a casa un primo e due terzi posti. Pazzesco. Si attendono i gondolini.

Due squalifiche, e non siamo nemmeno a san Tomà… Fuori Ortica, fuori D’Este. Somma di ammonizioni per entrambi pare. Vedendo quel poco che si vede dalle riprese Rai si distingue uno scontro tra i Vignotto e D’Este ma non si capisce bene cosa sia successo. Fatto sta che i Vignotto vincono su un effervescente Bertoldini e su un fortissimo Bregantin e sui fratelli Busetto.

Che regate! Che giornata…

Grazie a tutti.

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